Il 26 febbraio la Commissione Europea ha presentato i nuovi piani dell’UE per ridurre il costo dell’energia, rafforzando il ruolo e lo sviluppo dell’elettricità da fonti rinnovabili (Clean Industrial Deal). Queste misure sono state accolte con favore da Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, che tuttavia segnala come la decisione di rinviare la proposta di un obiettivo climatico per il 2040 rappresenti un segnale molto preoccupante

Tra le altre misure annunciate figura il Clean Industrial Deal, che darà priorità alla produzione interna di carburanti rinnovabili per l’aviazione e il trasporto marittimo. Tuttavia, la Commissione Europea ha anche presentato con troppa fretta nuove proposte per rilassare le regole sulla rendicontazione della sostenibilità, che garantiscono la responsabilità delle aziende rispetto ai loro impatti ambientali e sociali. 

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T&E ha accolto con favore la priorità data ai carburanti verdi nel Clean Industrial Deal, necessari a decarbonizzare i settori dei trasporti hard-to-abate. L’organizzazione ha sottolineato che i piani riguardanti il Meccanismo dell’Idrogeno – che metterà in contatto fornitori ed acquirenti con strumenti di finanziamento – e l’attenzione ai settori marittimo e aereo sono elementi chiave. Tuttavia, la Banca dell’Idrogeno ha bisogno non solo di strumenti di intermediazione, ma anche di aste bilaterali, che sono state omesse dalle proposte odierne. Il testo annuncia inoltre un Piano di Investimento per il Trasporto Sostenibile, che secondo T&E dovrebbe concentrarsi prioritariamente sugli e-fuel.  

Secondo T&E, gli “aiuti di Stato” non saranno sufficienti a garantire che la produzione di cleantech o che le catene di approvvigionamento siano localizzate in UE. Senza requisiti ‘Made-in-EU o un approccio che premi la produzione effettiva, l’Europa farà fatica a far decollare la sua industria del clean tech. Il sostegno agli investimenti dovrebbe concentrarsi non sui progetti pilota (come fatto finora) ma sull’aumento dei volumi produttivi, e dovrebbe includere regole sui contenuti locali per i materiali. Queste misure devono essere attuate rapidamente, vista la crisi che sta colpendo il settore delle batterie in Europa.  

Andrea Boraschi, Direttore di T&E Italia, ha dichiarato: “Le aziende europee di batterie in difficoltà hanno bisogno di azioni urgenti per tradurre in realtà gli impegni previsti nel Clean Industrial Deal. Un sistema di etichettatura ambientale può valorizzare i punti di forza dell’Europa come produttore più sostenibile di batterie, così come di acciaio. Ma servono chiarimenti sul funzionamento dell’etichettatura e sui requisiti di contenuto locale. Inoltre, la revisione degli aiuti di Stato non è sufficientemente ambiziosa per permettere all’UE di sviluppare una vera industria cleantech”.

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