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Arriva l’ufficialità: il Parlamento europeo ha approvato la proroga di un anno dei termini di transizione per il passaggio allo Stage V.

Lo scorso aprile, in piena fase acuta della pandemia, vi avevamo anticipato la richiesta arrivata dalle principali associazioni.

Il provvedimento riguarda alcune categorie di motori da installare su macchine mobili non stradali (Nrmm). Il voto dello scorso 10 luglio ha aperto la strada la strada per la pubblicazione finale nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea della versione modificata del regolamento (UE) 2016/1628.

Le associazioni industriali europee che rappresentano il settore Nrmm, in particolare Cece, Cema, Egmf, EUnited Municipal Equipment & Cleaning, Europgen e Fem, hanno accolto calorosamente il sostegno del Parlamento europeo.

Transizione Stage V

Transizione Stage V, fondamentale il voto del Parlamento europeo

«Il voto del Parlamento è stato fondamentale per prevenire ulteriori danni economici causati dalla pandemia di COVID-19 alle nostre industrie manifatturiere e proteggere migliaia di posti di lavoro qualificati che dipendono da loro», ha dichiarato il segretario generale del Cema, Jérôme Bandry.

La legislazione modificata fornisce un’importante misura per mitigare alcune delle perturbazioni più significative nel settore. Perturbazioni causate dalla pandemia di Covid-19. Inoltre, offre la certezza giuridica tanto attesa nelle scadenze più urgenti del 2020.

ATTESA PER IL SAMOTER, A FINE OTTOBRE

In risposta a una richiesta congiunta dell’industria di marzo, la Commissione europea ha presentato una proposta a giugno per posticipare le scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre 2020 per la produzione e l’immissione sul mercato di Nrmm dotati di motori di transizione <56kW e ≥130kW.

Transizione Stage V

Necessario l’utilizzo dei motori già acquisiti

Ancora Jérôme Bandry.

«Neutra dal punto di vista ambientale, questa misura non ammorbidirà il rigore della legislazione europea. Invece, darà al nostro settore il tempo necessario per installare i motori di transizione, già acquisiti, nelle macchine. Ma anche per immetterli sul mercato ed essere conformi ai requisiti sempre più esigenti. Al contrario, l’inazione avrebbe comportato inutili sprechi di materie prime e risorse, oltre ai costi finanziari».

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